Le 10 sentenze più importanti del 2014

Cassazione, Corte Costituzionale e Corte di Giustizia UE in materia di Equitalia, oblio, contratti a termine, ipoteca, legge 104, affitti in nero, accompagnamento, profili falsi su Facebook, prelievi dei professionisti e notifiche.

Tra le immancabili graduatorie degli eventi che hanno segnato il 2014, non poteva mancare quella delle sentenze più importanti. Abbiamo voluto elencarle in questo articolo di sintesi, con i richiami agli approfondimenti da noi già trattati negli scorsi mesi .

Ovviamente, la nostra selezione tiene conto un po’ del nostro personale giudizio, un po’ del vostro, sulla scorta dei click e condivisioni sui social network che ogni articolo ha ricevuto. In questo modo, non è stato difficile tracciare la seguente classifica.

Prima casa: no al pignoramento di Equitalia con effetto retroattivo

La Cassazione ha salvato dal pignoramento e dalla vendita all’asta migliaia di “prime case” su cui Equitalia aveva iscritto ipoteca ed era in corso l’esecuzione forzata. Come a tutti noto, a seguito del decreto del Fare, la prima casa è diventata impignorabile (a determinate condizioni: leggi “Debiti con Equitalia e pignoramento della casa: tutte le ipotesi”). Senonché la nuova legge non ha chiarito la propria portata con riferimento ai procedimenti in corso. La lacuna è stata colmata dalla Suprema Corte, la quale ha stabilito, sostanzialmente, l’effetto retroattivo della riforma.

Rivoluzione nel diritto all’oblio: Google responsabile dei link che violano la privacy

Nel mese di maggio, il gigante del web Google ha subìto uno dei più forti scossoni che la sua giovane storia possa ricordare. In controtendenza rispetto al passato e alle regole della direttiva UE sul commercio elettronico (che, da sempre, hanno sostenuto la neutralità dei provider rispetto alle condotte illecite poste dagli utenti in rete), la Corte di Giustizia ha stabilito che il motore di ricerca è responsabile dei link indicizzati sulle proprie pagine quando essi non sono più attuali. È ciò che viene comunemente detto diritto all’oblio e che consente a chiunque di esigere l’immediata de-indicizzazione di una pagina web dal motore di ricerca. Ma, se prima della sentenza, le diffide venivano inviate direttamente all’autore del contenuto, ora anche Google è co-responsabile. Risultato: milioni di lettere inviate alla società americana e poche, pochissime, le risposte.

Mai più precari a vita: stop al rinnovo dei contratti a termine

È di nuovo di scena la Corte di Giustizia. Questa volta, al banco degli imputati c’è l’Italia, colpevole di rinnovare sistematicamente i contratti a termine nel pubblico impiego, condannando i lavoratori a una vita di precariato. La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato – scrivono i giudici di Lussemburgo – è contraria al diritto dell’Unione Europea laddove consente un perpetuo rinnovo. E se anche la sentenza si riferisce ai supplenti nelle scuole, il principio è applicabile a tutte le pubbliche amministrazioni e addirittura ai lavoratori del settore privato.

Permessi della legge 104: possibile pedinare il dipendente col detective

La Cassazione dice “stop” all’uso strumentale dei permessi della legge “104”. Chi dice di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare portatore di handicap non può andarsene poi in vacanza o a fare shopping. Pertanto, ben fa il datore di lavoro a mettere un detective privato alle calcagna del dipendente, per farlo pedinare ed, eventualmente, scoprire l’illecito comportamento. Con la conseguenza che il successivo licenziamento è del tutto legittimo, nonostante la prova sia stata ottenuta tramite l’investigazione di uno 007.

Affitto in nero: addio possibilità di denunciare il locatore e ottenere l’automatica conversione del contratto

Per stanare le locazioni in nero, una legge del 2011 consentiva agli inquilini di “denunciare” l’affitto irregolare all’Agenzia delle Entrate e ottenere, in cambio, la conversione automatica del contratto in uno della durata di 4+4 e con un canone assai ridotto. In buona sostanza, ciò aveva consentito che migliaia di appartamenti venissero concessi a prezzi quasi gratuiti.

La Corte Costituzionale ha però dichiarato illegittima tale norma, ponendo un grosso problema di vuoto normativo: gli inquilini, privi ormai della “copertura” della legge, sono risultati tutti morosi e a rischio sfratto. È intervenuta poi una sorta di sanatoria per i contratti in corso, ma per il futuro nessun conduttore potrà mai più fare “la spia” se la locazione non è stata registrata.

Dall’UE divieto di ipoteca sulla casa anche per banche e finanziarie

La Corte di Giustizia dice “no” alle clausole abusive imposte dalle banche nei contratti di mutuo e finanziamento. Così, nell’ipotesi in cui la vessatorietà del codicillo sia contraria al consumatore, è d’obbligo lo stop alla vendita forzata della casa. Risultato: l’ipoteca dell’istituto di credito è nulla e l’immobile si salva dall’asta pubblica.

Si all’accompagnamento se l’inabile è in grado di camminare

Una sentenza che in molti aspettavano: anche se è possibile la deambulazione, per l’indennità di accompagnamento, versata dall’Inps, è sufficiente che l’invalido non riesca a compiere gli atti della vita quotidiana, anche se solo per malattie di carattere psichico. Risultato: non c’è più bisogno di essere su una sedia a rotelle per ottenere il sussidio per l’accompagnatore.

Il profilo falso su Facebook è reato

Linea dura della Cassazione contro chi crea profili falsi sui social network (cosiddetti “fake”) al solo scopo di occultare la propria identità e poi molestare altre persone: in tal caso scatta il grave reato di sostituzione di persona. Anche una semplice molestia in chat, dunque, unita all’utilizzo di un profilo Facebook con un nickname di fantasia, può comportare il rischio di un processo penale.

Addio presunzione fiscale: il prelievo in banca non è più ricavo in nero per gli autonomi

Lavoratori autonomi e liberi professionisti ora potranno stare tranquilli quando effettueranno prelievi dal proprio conto corrente.

Fino ad ottobre di quest’anno il fisco operava una presunzione secondo cui i prelievi ingiustificati da conti correnti bancari, effettuati dagli autonomi, erano destinati a investimenti nell’ambito della propria attività professionale e questi, a loro volta, erano produttivi di un reddito non dichiarato. Risultato: per una semplice operazione in banca della quale non si conservavano le pezze d’appoggio c’era il rischio di un accertamento fiscale.

Notifica nulla al domicilio se l’atto è consegnato a persona che si comporta come familiare

Importantissimo chiarimento della Cassazione in materia di notifiche: se il postino consegna il plico a una persona che si qualifica come familiare convivente dell’effettivo destinatario, e poi in realtà non lo è, la notifica è nulla. Involontariamente, la Suprema Corte offre uno spunto per una facile scappatoia a quanti vorranno impugnare procedimenti giudiziari, di riscossione o esecutivi. Basta trovare una persona che si presti a dire una bugia al postino il quale, come spesso succede, non controlla mai i documenti di chi firma il registro consegne.

Fonte : http://www.laleggepertutti.it

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