COMMERCIALISTI: ASSOCIATEVI!

Prendo spunto da un articolo pubblicato da Antonio Gigliotti su fiscal-focus.info, di cui riporto il link:

COMMERCIALISTI: QUALE FUTURO?

Per chiunque volesse affacciarsi a questa professione, in effetti, non si prospettano rosee aspettative!

Mi sono riconosciuto in una delle giovani leve di cui si parla nell’articolo, sono attualmente nella fase di tirocinio, attirato dalla buona nomea che ha la professione del dottore commercialista, ho deciso di intraprendere il lungo iter che mi porterà ad affrontare l’esame di stato ed essere finalmente iscritto all’albo per poter successivamente esercitare, legalmente, la professione di “libero”  professionista.

Ho potuto constatare che il lavoro si è sempre più frammentato. Ormai per seguire una ditta in toto bisogna associarsi con altri professionisti, naturalmente è preferibile collaborare in primis con un consulente del lavoro, poi uno specialista in tributi, un consulente aziendale, inoltre bisogna trovare degli avvocati, notai, tecnici e ingegneri di cui potersi fidare ciecamente.

Qualora infatti suggerissimo al cliente di andare da un altro specialista per risolvere uno specifico problema, dovremo essere sicuri che questo “professionista”, scorrettamente, non colga l’occasione per soffiarci la ditta, portandola ad altro studio con cui già collabora, promettendogli mari e monti, e magari lasciando la situazione come si trova…

Una volta messo su uno studio associato, si comincia a correre dietro alle scadenze che lo stato ci impone, sempre maggiori, minuziose e precise. Di sicuro si snellisce il consistente lavoro dei dipendenti pubblici ma si aggrava quello dei professionisti che non riescono più a dare una consulenza adeguata alla ditta-cliente, facendo ricerche sul mercato in cui opera, o sui bilanci, piuttosto che richiedere un finanziamento e qualsiasi altra pratica attinente alla professione ma che strappa via troppo tempo al lavoro di routine.

Ci sono poi i continui aggiornamenti obbligatori, dopo aver speso tempo e soldi per partecipare a corsi, seminari, studiare libri, una volta assimilata la materia non è difficile che le carte in tavola cambino anche nel giro di un anno. Le pene per un errore, anche se solo formale sono aspre, e in tutto questo ci si ritrova inoltre a correre dietro ai clienti, che a loro volta scappano dagli adempimenti fiscali, insomma, tutto un circolo che non giova affatto alle parcelle dei consulenti.

L’imprenditore medio non immagina quanto questi iter burocratici siano laboriosi, e non di rado va a lamentarsi di ogni minimo aggravio sulla sua parcella, il professionista per non scontentarlo sarà costretto a scontarla nuovamente.

Questa associazione nasce anche come luogo di scambio di opinioni e informazioni, dove i professionisti, stanchi della piega che sta prendendo questo lavoro, potranno aggregarsi, scambiare opinioni e riuscire a organizzare delle azioni concrete affinchè vengano semplificate tutte le procedure più macchinose e inutili che lo stato pone a carico dei consulenti, prima che diventino davvero dei burattini statali!

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