Aiace, «Fondazione Taormina Arte non è approvabile con questi debiti»

Secondo l’avvocato Buda, presidente delll’Associazione Italiana Assistenza Consumatore Europeo, il Prefetto non potrebbe dare il via libera alla costituenda Fondazione

«Una Fondazione che si porta appresso debiti ingenti come quelli del Comitato Taormina Arte non ha possibilità di essere approvata dal Prefetto». Lo ha dichiarato l’avv. Franz Buda, presidente di “Aiace”, l’Associazione Italiana Assistenza Consumatore Europeo, che interviene sulla spinosa questione di Taormina Arte e mette in evidenza la difficile situazione economica del Comitato, palesando perplessità sulla capacità della Regione di far fronte alla necessaria copertura finanziaria del debito attuale dell’ente culturale.

Trasformazione impossibile. «Le vicende di questi giorni che ormai tutti conosciamo – ha detto l’avv. Buda – dovrebbero per forza di cose partire da una riflessione: con i debiti che al momento gravano sul bilancio di Taormina Arte è molto difficile che si possa davvero procedere alla trasformazione. La prima cosa che il Prefetto guarderà e che valuterà con attenzione concerne l’aspetto debitorio, e qui siamo in presenza di un debito di circa 5 milioni di euro. E’ evidente che il Prefetto chiederà una dettagliata relazione economica e c’è da chiedersi come la Regione possa fronteggiare e sostenere il ripianamento di quelle somme mentre proprio la Regione allo stato attuale alle prese con un bilancio pesantemente in rosso. Al tempo stesso va evidenziato che un iter di trasformazione di un ente culturale in Fondazione non è una cosa semplice, e lo posso dire per esperienza avendo anche seguito da vicino la situazione della Fondazione Mazzullo. Servono garanzie sia economiche che giuridiche e legali, dalle quali non si può derogare».

Sostenibilità del debito. «La Regione – conclude l’avv. Buda – dice che vuole andare avanti e fare una Fondazione anche senza Taormina ma è del tutto evidente che non si può immaginare uno scenario del genere. Taormina deve essere centrale in un percorso del genere e non può essere relegata al ruolo di ruota di scorta di altri. In ogni caso, ribadisco che il riassetto economico e la certezza di sostenibilità del debito è la base di tutto per poter pensare ad un iter di trasformazione in Fondazione che abbia realmente un senso».

Fonte : http://www.blogtaormina.it

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